postheadericon Torta morbida monferrina di zucca

Ed ecco la seconda ricetta confezionata con il recupero degli scarti di una bella zucca mantovana!! Ma attenzione questa ricetta e’ una delle poche dove i dosaggi  sono un po’ approssimativi…. Infatti non esiste una vera e propria ricetta calibrata, ogni massaia aveva la sua, fatta con quello che aveva in dispensa, quindi date sfogo alla fantasia!

Torta morbida Monferrina alla zucca

 Ingredienti:

500 gr di purea di zucca ottenuta dal recupero della scorza  (procedimento qui)

20 amaretti circa sbriciolati

4 cucchiai di cacao amaro

1 mela

1 pera

3 cucchiai di farina di farro

5 cucchiai di fruttosio o zucchero di canna o maltitolo

2 uova

la scorza di un arancia non trattata

50 gr circa di cioccolato fondente grattuggiato

Pulire la  mela e la pera, tagliatele a tocchettoni, quindi saltate o fate cuocere in microonde. Passate nel mixer e aggiungete alla zucca. Ora unite tutti gli ingredienti . A vostro  piacere regolate il gusto, più dolce, più cioccolato, piu frutta….. qualcuno aggiunge anche del liquore. Imburrate e infarinate una tortiera, riempite con il composto e infornare a 170° per circa 40 minuti.Il tempo dipende da quanto liquido risulta il vostro impasto, ed anche da quante uova avete usato: come avete visto io non amo usarne tante, il gusto diventerebbe predominante.

Deve risultare morbida ma non molle. Servire a temperatura ambiente.

 

postheadericon Gnocchetti alla zucca mantecati in parmigiano e amaretti

Altra ricetta per il recupero di quegli scarti che ci sembra assurdo poter usare!!! Ma si può!! oggi ho provato ad utilizzare ( ispirata come al solito da Lisa Casali)  lo scarto della zucca: avete presente quella scorza dura terribile da combattere???

Io mi sono cimentata, perché sono coraggiosa con il tipo di zucca che preferisco,  la mantovana, scorza spessa, verde e ‘grutulusa’ come si dice dalle mie parti. Ovviamente occorre usare una zucca biologica o di cui ne sapete assolutamente la condizione di non essere stata trattata con agenti chimici. Quando mondiamo la zucca,  le parti di scarto sono il gambo, la scorza, i filamenti che tengono i semi e i semi stessi. Bene,il gambo l’ho buttato… Il resto no. Dei semi una parte l’ho conservata per la semina ( ho un giardino e ci faccio ‘correre’ le zucche :) ); l’altra l’ho essiccata e ne ho ricavato la parte edibile.

I filamenti e la scorza, invece, li ho messi in una pentola a pressione con abbondante acqua  e ho fatto cuocere per circa  30 minuti dal sibilo. Ho fatto raffreddare. Poi ho passato il tutto con il passaverdura a buchi piccoli, ricavandone una purea.  Se dovesse risultare troppo ricca di acqua, mettetela a scolare in un colino a maglie fini o in una garza. Questa purea può essere usata in diversi modi, come ripieno per ravioli di zucca,  come parte della torta di zucca ( che a breve vi scriverò)….oppure come segue!!!

Gnocchetti alla zucca mantecati in

Parmigiano Reggiano e Amaretti

 

 

Ingredienti:

400 gr circa di patate

150 gr circa di purea di zucca ( procedimento illustrato nell’intro)

farina bianca di Kamut ( o bianca 00 ) 1/4 circa del volume del composto a base di zucca e patate (vedi a seguire nel procedimento)

sale

parmigiano reggiano qb

4 amaretti secchi (del tipo duro, nn quelli morbidi)

rosmarino

burro (o olio evo se siete vegetariani)

sale

pepi misti o pepe bianco

Pelate le patate ( se nn volete sprecare anche le bucce di queste, friggetele, sono buonissime!!), tagliatele a pezzi grossolani e metteteli  a cuocere al vapore, oppure cuocete le patate nel modo in cui siete abituati per fare i gnocchi. Quando saranno cotte, fate perdere un po’ di calore, e quindi passatele con lo schiaccia-patate; miscelatele alla purea di zucca con tre pizzichi di sale. Quindi formate un parallelepipedo a cui togliete un quarto del volume…. Sembra strano ma si fa così …. Mettete tanta farina a riempire il vuoto creato nel parallelepipedo e quindi, recuperata la parte sottratta dell’impasto, cominciate a miscelare, ottenendo un impasto sodo. Iniziate a formare dei salsicciotti da cui ricavate i gnocchetti. Se siete abituati, passateli sulla forchetta o sul rigagnocchi. In una padella adatta a saltare fate sciogliere un po’ di burro (o poco olio evo) in cui fate appassire un rametto di rosmarino e una bella macinata’ di pepi misti. A parte  grattugiate del parmigiano reggiano in abbondanza a cui aggiungerete gli amaretti sbriciolati.

Ora fate cuocere gli gnocchi, appena salgono buttateli nella padella dove avete insaporito il rosmarino e a fuoco basso o sulla pentola dell’acqua ancora bollente fate mantecare aggiungendo poco alla volta del composto di parmigiano e amaretti, alternando con poca acqua di cottura. Si deve formare una crema vellutata che avvolge i vostri gnocchetti ( il metodo e’ identico alla cacio e pepe).

Servite subito.

nb: come potete vedere il costo di questa ricetta e’ minimo… E non so per voi, ma il recupero ‘estremo’ (come lo chiamo io) da’ moltissima soddisfazione!!!!!!!!!!

 

postheadericon Ravioli di carciofi in panna acida all’aglio con porri croccanti e riccioli di pecorino romano dop…stasera mi sentivo a Masterchef!!!!!

Come ti preparo una cenetta da un frigo dove albergano alcuni avanzi interessanti……Invention-Test…ahahahah!!!!!!

Grazie a Lisa Casali di cui sono una fan sfegatata!!

Ravioli di carciofi in panna acida all’aglio

con porri croccanti e riccioli di pecorino romano dop

Ingredienti:

PER I RAVIOLI

per la pasta:

200 gr di farina di kamut bianca

20 gr di amido di riso

un cucchiaio di olio extravergine di oliva

50 gr circa di acqua (poco di più)

un  albume (avanzato dalla ‘spennellatura’ di un pan brioche)

Impastate il tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Fate riposare per almeno mezz’ora.

Per il ripieno (da una ricetta di Lisa Casali ‘Eco-Cucina’):

le foglie esterne  e il gambo di due carciofi biologici (avanzo di due carciofi fatti        andare alla romana…buoniiiiiiiiii….)

tre cucchiai abbondanti di parmigiano reggiano grattuggiato

sale

pepe

timo

Mettere le foglie e i gambi dei carciofi (che avrete pelato con il pelapatate) nella pentola a pressione con abbondante acqua e fate cuocere per almeno 45 minuti. Tritate il tutto con il mixer e passate poi il tutto al passaverdure. Ne otterrete una purea. Se fosse troppo ‘acquosa’ fatele perdere un pò di liquido in un colino o una garza. Fate raffreddare e aggiugete quindi il parmigiano e il timo tritato,  aggiustate di sale e pepe.

Confezionate quindi dei ravioli tirando la pasta molto sottile e formando a vostro piacere dei ravioli… io per fare presto ho usato la ravioliera eredidata dalla zia Ninetta…..

 

Per la panna acida all’aglio:

panna da cucina (avanzata da un giorno)

qb succo di limone (scorza usata per il pan brioche del giorno prima)

aglio disidratato

pepe bianco

sale

In una ciotolina mettete la panna (circa 100 ml) e aggiugete alcune goccie di succo di limone); lasciate per circa 5 minuti poi aggiustate di sale e pepe e un pizzico di aglio in polvere.

Per i porri croccanti:

parte verdognola di un porro (tenuta per una minestra ma che torna utile adesso)

olio abbondante

farina di kamut (avanzata dallo spolvero dei ravioli)

Tagliate il porro a rondelle, infarinate e friggete. scolate e fate asciugare su carta assorbente.

Concludiamo…

Portate a bollore una pentola d’acqua salata, cuocete i ravioli, ma scolateli poco prima della cottura. In un tegame dove siete soliti saltare la pasta, scaldate per pochi secondi la panna acida all’aglio con una noce di burro. Ora saltate i ravioli per alcuni secondi.

Impiattate e finite  con i porri croccanti e riccioli di Pecorino Romano dop.

Ne ho portati a cottura circa un quinto…. quindi ci mangiavano 5 persone…ma usate un pò più di panna se siete in 5!!!…comunque tutti gli altri li ho congelati… per qualche invito improvviso il primo è fatto!! ;)

 

 

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